venerdì 27 marzo 2009
Crostata di farro con lamponi
Ingredienti
250 gr farina di farro
10 cucchiai di zucchero semolato
100 gr burro
2 cucchiai vino bianco secco
200gr creme fraiche (panna acida)
3 uova
1 cucchiaino cannella
400 gr lamponi
Preparazione
Impastare la farina con il burro a pezzi, 3 cucchiai di zucchero semolato e il vino; formare palla, avvolgerla nella pellicola e tenerla in frigo per mezz'ora.
Riprendere la pasta e stenderla con il mattarello in una "sfoglia" di 4-5 mm, disporla in teglia di 12x26cm circa (rettangolare), punzecchiare il fondo con una forchetta, coprire la pasta con un foglio di alluminio e una manciata di fagioli secchi e cuocere in forno a 200 gradi per 20 minuti. Sfornare ed eliminare fagioli e l'alluminio.
Amalgamare la creme fraiche (o "panna acida", io la trovo all'Esselunga) in una ciotola con le uova, la cannella e lo zucchero semolato rimasto; versare il composto nel guscio di pasta e proseguire cottura nel forno per 25-30 minuti. Sfornare e fare raffreddare.
Quando la crostata è completamente fredda, sformarla sul piatto di portata e disporre sopra i lamponi puliti (delicatamente).
ecco... adesso ho fame!
giovedì 26 marzo 2009
..............
Un agghiacciante documento sulle repressioni cinesi a danno dei tibetani. E' un documento tanto vero quanto impressionante.
YouTube video
Quello che più mi infastidisce e indigna è l'ignoranza in cui l'informazione ci lascia, la fatica che si deve fare per sapere, sapere verità dietro a una frasi urlate come verità, sapere cosa c'è dietro alle tante cose non dette, dietro alle promesse fatte.
MA CHI SE NE FOTTE DEGLI ATTORINI DEI FESTIVAL DI STA CIPPA ???
...
Tutti!
Se la verità non ci aggrada non la vogliamo sentire.
Noi vogliamo le caramelle, e caramelle ci vengono date.
Noi vogliamo giocattoli, e giocattoli ci danno.
Noi vogliamo sogni e desideri, sogni e desideri ci danno.
A qualsiasi costo ci propinano tutto, a ogni capriccio, a ogni scalciata, a ogni broncio, come fanno i bravi genitori di oggi.
Così come i bambini di oggi non imparano che una bici, un motorino, delle scarpe, costano costano soldi che costano fatica e rinunce.
Così come loro non imparano che un rapporto deve essere un dare avere e non solo avere e "quando mi stufo vado da un'altra parte".
Così come questi ragazzi, ragazzini, bambini, anche noi come grossi bambinoni viziati perdiamo il senso della realtà perché chi dovrebbe educarci e informarci vuole vederci felici, spendaccioni, e che non gli rompiamo i cosiddetti.
Tutti contenti anche se tutto va in merda.
Che male c'è?
Che non risolviamo mai i problemi.
E quindi?
E quindi fin che non incontriamo l'asfalto siamo convinti di volare. L'autocensura sull'ineluttabilità di uno schianto non è "vivere bene fin che si può" se tutto intorno ci sono mille appigli, possibilità di salvarsi o, quantomeno, rallentare la caduta rendendo meno cerca la fine. In questo caso chiudere gli occhi e continuare a "volare" vuol solo dire una cosa. La fine cerca.
mercoledì 11 marzo 2009
martedì 10 marzo 2009
giovedì 5 marzo 2009
Apparizioni del fuoco
Un libro che che mi è piaciuto moltissimo. A vederlo, un piccolo libricino di poche pagine, non si direbbe mai che contiene tanti e tali sentimenti, concetti, spunti di riflessione e autocritica. Le emozioni che questo racconto trasmette, il loro parlarti dritto negli occhi e poi giù fino nell'anima, la loro vicinanza alla dimensione quotidiana, la tangibilità, tutto questo e altro ancora (che non posso e non so dire) alla fine mi ha lasciato in sospeso, senza fiato. Mi è rimasta una sensazione di “non abbastanza” al pari di chi digiuno non riesce a saziarsi ancora pur essendosi abbuffato.
Un racconto vero, che si fa sentire.
Li linguaggio a volte rude, a tratti scurrile eppure tante volte dolce è un incredibile metafora della vita, la quale tanto spesso è altrettanto rude, scurrile, ma la alla fine vale sempre la pena viverla. Lo stesso linguaggio non potrebbe immergerci meglio nell'ambientazione socio culturale della storia. Altro elemento che ben ritma, esalta e incalza la lettura è la spaziatura fisica tra i capoversi che mima le distanze temporali e sentimentali.
La perfezione è dura da raggiungere e anche questo coinvolgente piccolo romanzo ha una pecca, purtroppo rilevante. Si percepisce una non fluidità nel passaggio tra racconto narrato, dialoghi, pensieri in prima persona e lettere scritte, questo perché un reale e netto stacco tra l'una e l'altra non c'è. In sostanza la presenza del narratore nei modi e nei pensieri è tanta e tale da trasparire con prepotenza da ogni frase e parola che è presente nel libro. Forse causa di questo è stato il timore, da parte dello scrittore, che i sentimenti dei propri personaggi potessero essere fraintesi, portandolo così ad una eccessiva interpretazione. Il trucco per non sentire l'influenza di questo è considerare gli interventi in prima persona dei personaggi come comunque riportati dal narratore onnisciente.
Il bilancio in definitiva è sicuramente positivo e non posso che consigliare questa piccola lettura che sa dare tanto.
Bello! Bello! Bello!
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